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GUIDARE CON INFLUENZA E' COME BERE DOPPIO WHISKY

(AGI) - Roma, 31 gen. - Guidare con l'influenza o con un brutto raffreddore e' azzardato quanto mettersi al volante dopo aver bevuto un doppio whisky. A rivelarlo, una ricerca commissionata dalla Lloyds Tbs Assicurazioni, secondo la quale condizioni di salute instabili possono influenzare negativamente la guida, abbassare la concentrazione e rallentare i riflessi. Lo studio e' stato condotto su un centinaio di automobilisti, di cui una meta' 'sana' e un'altra affetta da raffreddore, stress o mal di testa. In particolare, i test in un simulatore hanno mostrato un rallentamento dei riflessi dell'11 per cento, che equivale ad aggiungere 2,3 metri sulla normale distanza d'arresto su 96 metri percorsi a una velocita' di circa 110 km orari. Un altro sondaggio commissionato da gruppi di assicurazioni britanniche ha rivelato che su 4.000 persone intervistate, 22 sono risultate vittime di incidenti mentre erano al volante raffreddati o addirittura febbricitanti. La societa' YouGov autrice del sondaggio ha stimato che il dato, rapportato ai 33,5 milioni di adulti che guidano l'auto nel Regno Unito, dimostrerebbe che 125.000 incidenti l'anno scorso in Gran Bretagna sono stati causati da automobilisti con l'influenza. E ha avvertito che i sintomi influenzali al volante non vanno sottovalutati, soprattutto se si sono presi dei farmaci per attenuarli. La portavoce della societa', Paula Llewellyn, non ha dubbi: "Gli automobilisti ammalati causano ogni anno migliaia di incidenti". Basta pensare alla pericolosita' degli starnuti, che ci fanno chiudere gli occhi anche solo per una frazione di secondo. Per chi si mette in viaggio in cattive condizioni di salute, meglio dimostrare buon senso e pensare a soluzioni alternative (l'autobus, il treno).




IL SEGRETO PER VIVERE A LUNGO? LAVORARE SODO

Londra, 5 gen. - Una delle tante conferme e' di questi giorni: la portoghese Maria de Jesus, grande lavoratrice, e' morta venerdi' scorso a 115 anni dopo aver sgobbato fino all'ultimo nella sua fattoria, con una vita costellata di sveglie all'alba e priva di vizi. Il segreto, secondo gli scienziati dell'Universita' della California che hanno promosso lo studio, pubblicato dall'American Psychological Association journal, e' proprio nell'assenza dei vizi: lavorare duro, avere ritmi regolari, frequentare sempre le stesse persone, puo' non essere il massimo come qualita' di vita, ma rende statisticamente molto piu' improbabile che ci si imbatta in droghe, alcol, orari irregolari, "avventatezze" che possono mettere a repentaglio la salute. Le parole d'ordine per una lunga vita, secondo gli scienziati, sono insomma serieta' e disciplina. "Non solo le persone piu' coscenziose - conferma il professor Howard Friedman, che ha guidato la ricerca - hanno abitudini piu' salutari e con meno rischi, ma vivono anche in ambienti piu' sani, con un lavoro stabile e solide relazioni umane". Tanto piu', avverte Friedman, se ci si sposa, rendendo stabile anche la vita sentimentale oltre che quella lavorativa. Tuttavia, rassicura lo scienziato, "essere coscienziosi, industriosi e ambiziosi non significa necessariamente essere grigi, seri e privi di senso dell'umorismo". Anche se il sospetto rimane.

 

FUMO: PARTICELLE TOSSICHE FANNO MALE AI BAMBINI

Washington - Ed i piu' esposti sono i figli dei fumatori, anche semplicemente se un fumatore prende in braccio il suo bambino e lo mette a contatto con le sostanze nocive, anche se non sta fumando. Un'osservazione simile e' stata fatta alcuni anni fa anche dal Centro di ricerche oncologiche tedesco, che ha avvertito come le sostanze emesse dal fumo accorcino il sonno dei neonati.

 

Per la prevenzione

ICTUS: PRESTO DISPONIBILE UNA NUOVA MOLECOLA


ICTUS: PRESTO DISPONIBILE UNA NUOVA MOLECOLA

(AGI) - Milano, 11 mar.- Sono 200.000 gli italiani colpiti ogni anno da ictus cerebrale che, spesso, vanno incontro a grave disabilita' permanente. Nel 25% dei casi, la causa e' la fibrillazione atriale che si manifesta con sintomi di affaticamento, irregolarita' del battito cardiaco, palpitazioni, dispnea. Arriva presto una nuova molecola per prevenire l'ictus e combattere i danni della fibrillazione atriale. L'anticoagulante orale rivaroxaban sara' disponibile entro l'estate per la profilassi del tromboembolismo venoso negli interventi di chirurgia protesica ortopedica maggiore di anca e ginocchio. "Il 5% dei pazienti con fibrillazione atriale - afferma il prof. Diego Ardissino, direttore dell'Unita' Operativa di Cardiologia dell'Azienda Ospedaliera Universitaria di Parma - va incontro a un evento tromboembolico. La malattia colpisce in egual misura donne e uomini e tende a diventare sempre piu' frequente con l'aumentare dell'eta': una persona su tre, superati gli 80 anni, ne soffre. Per anni la comunita' cardiologica si e' impegnata nella ricerca di un nuovo anticoagulante che potesse superare le difficolta' d'impiego e di gestione dell'attuale terapia anticoagulante con dicumarolici". Entro l'estate 2009 sara' in commercio anche in Italia rivaroxaban, una molecola di nuova concezione, a somministrazione orale, con l'indicazione nella prevenzione del tromboembolismo venoso (TEV) in chirurgia ortopedica protesica maggiore di anca e ginocchio. Rivaroxaban, con l'efficacia dimostrata nel ridurre il rischio tromboembolico nella trombosi venosa profonda, ha la potenzialita' di rivoluzionare anche la terapia dei pazienti a rischio tromboembolico nella fibrillazione atriale. "Infatti il meccanismo alla base della formazione del trombo venoso - spiega Antonio Carolei, professore ordinario di Neurologia all'Universita' degli Studi dell'Aquila - e' identico a quello che porta alla formazione del trombo arterioso. La nuova molecola potra' quindi garantire importanti vantaggi anche alle persone con fibrillazione atriale. Tale indicazione e' attualmente in studio nel progetto ROCKET-AF". Con rivaroxaban i pazienti colpiti da questo disturbo non dovranno piu' sottoporsi a controlli frequenti per "aggiustare la dose" e avranno a disposizione un anticoagulante orale efficace in dose fissa.

 
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