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GUIDARE CON INFLUENZA E' COME BERE DOPPIO WHISKY

(AGI) - Roma, 31 gen. - Guidare con l'influenza o con un brutto raffreddore e' azzardato quanto mettersi al volante dopo aver bevuto un doppio whisky. A rivelarlo, una ricerca commissionata dalla Lloyds Tbs Assicurazioni, secondo la quale condizioni di salute instabili possono influenzare negativamente la guida, abbassare la concentrazione e rallentare i riflessi. Lo studio e' stato condotto su un centinaio di automobilisti, di cui una meta' 'sana' e un'altra affetta da raffreddore, stress o mal di testa. In particolare, i test in un simulatore hanno mostrato un rallentamento dei riflessi dell'11 per cento, che equivale ad aggiungere 2,3 metri sulla normale distanza d'arresto su 96 metri percorsi a una velocita' di circa 110 km orari. Un altro sondaggio commissionato da gruppi di assicurazioni britanniche ha rivelato che su 4.000 persone intervistate, 22 sono risultate vittime di incidenti mentre erano al volante raffreddati o addirittura febbricitanti. La societa' YouGov autrice del sondaggio ha stimato che il dato, rapportato ai 33,5 milioni di adulti che guidano l'auto nel Regno Unito, dimostrerebbe che 125.000 incidenti l'anno scorso in Gran Bretagna sono stati causati da automobilisti con l'influenza. E ha avvertito che i sintomi influenzali al volante non vanno sottovalutati, soprattutto se si sono presi dei farmaci per attenuarli. La portavoce della societa', Paula Llewellyn, non ha dubbi: "Gli automobilisti ammalati causano ogni anno migliaia di incidenti". Basta pensare alla pericolosita' degli starnuti, che ci fanno chiudere gli occhi anche solo per una frazione di secondo. Per chi si mette in viaggio in cattive condizioni di salute, meglio dimostrare buon senso e pensare a soluzioni alternative (l'autobus, il treno).

IMPOTENZA: LO SPORT RIDUCE IL RISCHIO

(AGI) - Vienna - Bruciare almeno 4.000 chilocalorie la settimana contribuisce a ridurre i rischi di impotenza dell'83 per cento. E' il risultato di una ricerca messa a punto da medici austriaci guidati dall'urologo Christian Kratzik. I dettagli dello studio saranno presentati nella terza settimana di giugno in una conferenza stampa a Vienna. La ricerca e' stata svolta su 674 uomini di eta' compresa tra i 45 e i 60 anni, che si sono sottoposti ad analisi urologiche e ormonali e hanno poi compilato un questionario sulle proprie attivita' sessuali e sportive.

Svelato uno dei misteri della vita!

(AGI/Istituto Mario Negri) - Milano - I programmi di esercizio fisico aerobico mirati ad aumentare il tono cardiovascolare possono influire positivamente anche sulle funzioni cognitive. Secondo una recente revisione Cochrane, infatti, l'attivita' aerobica aiuta a migliorare la velocita' di pensiero, l'abilita' manuale, e la capacita' di concentrazione visiva e uditiva. I ricercatori della Cochrane Collaboration sono giunti a questa conclusione dopo aver esaminato i risultati di 11 studi clinici sugli effetti dell'esercizio fisico. In tutti questi studi i partecipanti, adulti sani sopra i cinquantacinque anni, mostravano, infatti, un aumento di almeno un aspetto delle funzioni cognitive. Secondo gli autori, del gruppo di ricerca su salute e stili di vita dell'University of Applied Sciences di Utrecht nei Paesi Bassi, quello osservato in ulteriore beneficio che si aggiunge agli altri e gia' en noti effetti positivi dell'esercizio fisico". Sono ora necessari studi di dimensioni maggiori per verificare se gli stessi benefici siano conseguibili con qualsiasi tipo di esercizio fisico o se, invece, sia fondamentale la componente aerobica".